Un Timorasso di nome Walter Massa

A Monleale quella domenica tirava tanto vento ma Walter, con la sua polo blu elettrico, ci aspettava lo stesso tra le vigne incurante dei vortici d'aria che tramutavano i Colli Tortonesi in una specie di nuvola di pollini e foglie e rami spazzati via da chissà quale arbusto.
Il vignaiolo Massa è un uomo schietto che bada molto al sode e non sta lì a raccontarti storielle. Un breve saluto e ci parla della storia di questi luoghi, dei problemi dell'agricoltura di oggi, delle sue speranze, della sua vita. Fortunatamente il video rende più di ogni singola parola che potrei scrivere.


"Venite con me, andiamo a vedere i mie Cru da vicino". Non facciamo in tempo a voltarci che ecco comparire Walter Massa con la sua Fiat Punto sgangherata che ci porterà a visitare le sue migliori vigne: "Costa del Vento" e "Sterpi". I due Cru aziendale sono all'interno di una bellissima valle scoscesa, tanto vicino quanto lontani a livello geologico: il primo giace su terreni calcarei argillosi mentre il secondo è poggiato principalmente su sassi.

Vigneti Massa
Ritorniamo e ci precipitiamo dentro casa di Massa che ha preparato una batteria di Timorasso niente male da farci bere prima della partenza per Roma. Iniziamo col Derthona 2010, bianco "base" da uve timorasso proveniente da quattro vigne "non cru" aziendali più da uve non selezionate dei vigneti "Sterpi" e "Costa del Vento". Il vino è puro gesso liquido, è calcare che invade le papille gustative seguito da abbondante e corroborande acidità. Forse manca di complessità ma è una lama verticale da primato. 
Passando al Derthona 2007, a livello olfattivo la frutta a polpa bianca matura inizia ad intrufolarsi tra le maglie della mineralità regalando un profilo complessivo più completo. In bocca, alla cieca, lo scambieresti per un grande riesling della Mosella. Cavolo, alla cieca potrebbe dare tante soddisfazioni!


Gli faccio la domanda del secolo:"Come ti è venuto in mente di credere al Timorasso?". Il video di seguito parla chiaro!


Il "Costa del vento" Colli tortonesi 2010 deriva dai uno dei vigneti CRU di Massa che, storicamente, è allevato a guyot con densità di 5.300 ceppi/H. Il Timorasso che ne esce è diverso dal Derthona sia per complessità che per espressione. Il "Costa del Vento" è meno minerale e più fruttato. Percepisco la frutta bianca leggermente matura, perfettamente fuso nella mineralità che stavolta funge da cornice del quadro olfattivo. In bocca è un'altra storia, è un vino tridimensionale, si allarga e si espande in ogni punto del palato e prosegue dritto inesorabile per la sua strada senza interruzioni.

Il "Costa del vento" Colli tortonesi 2008 è simile al precedente per olfatto e gusto anche se il tempo gli ha donato più incisività e una maggiore definizione. Equilibrio ottimale in struttura sontuosa. 

Il "Costa del vento" Colli tortonesi 2002 è un piccolo capolavoro di precisione in un'annata denominata "piccola". E' sontuoso, ricco, elegante, è la perfezione e l'evoluziona sana e completa dei primi due. La nespola, il cedro, l'acacia, la selce, le erbe di montagna sono qua alla massima espressione e donano al sorso sapidità ed austera eleganza. Un campione da avere in cantina per ora e per sempre.


Lo "Sterpi" Colli tortonesi 2010 rispetto al precedente CRU si apre al naso su toni più minerali, salini, quasi fumè. Accanto la solite cascata di frutta bianca e erbe. E' un vino che alla gustativo risulta di grande struttura, potenza, centrato sulla freschezza e sulla eleganza. L'ho soprannomianto un Derthona 2.0. Analiticamente Massa mi dice di essere più secco del "Costa del Vento".

Lo "Sterpi" Colli tortonesi 2005 ha una lieve nota idrocarburica in evidenza lo rende più teutonico che tortonese. Ad oggi sembra un vino del Nord, austero, concentrato, con un impianto gustativo di grande struttura e una nota lievemente salmastra nel finale che rende la beva armonica e appagante.


Piccola considerazione sui rossi di Walter Massa: tra i vari abbiamo degustato da botte una Freisa 2010 da sballo per un'eleganza floreale di fondo e un Barbera 2011 di grande profondità e persistenza. Altra vino da segnare in agenda: la Croatina Pertichetta 2005, un piccolo grande regalo ad un vitigno storico della Regione troppo spesso bistrattato da vignaiolo senza scrupoli. Ragazzi è veramente buona nei suoi toni di prugna e mirtillo e nei suoi sprazzi vegetali e balsamici.

Che altro dire? Solo due parole: grazie Walter!


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