Se Fulvio Bressan è colpevole anche io sono colpevole. Come molti altri, del resto...

Sono probabilmente l'ultimo a scrivere qualcosa sul caso Bressan e, se ho aspettato tanto, è perchè sto cercando di riordinare le idee a mente fredda tentando di evitare banalità e frasi retoriche che, sono sicuro, scriverò a momenti.

Fonte: http://www.vinography.com

Bressan ha sbagliato, senza se e senza ma, e le frasi comparse sul suo profilo Facebook, non solo quelle comparse nella foto qua sopra, non lasciano adito a dubbi che trattasi di chiare espressioni di stampo razzistico che vanno condannate senza trovare alcun alibi.

L'azienda Bressan ha sbagliato anche una seconda volta, clamorosamente, perchè ha tentato di prendere le distanze dalle parole di Fulvio dicendo che non gli appartenevano in quanto provenienti dal profilo privato del vignaiolo di Farra di Isonzo. Una cazzata, questa, visto che l'azienda porta stampato il cognome Bressan e Fulvio, da quando ne è alla guida, è sempre stato un tutt'uno con la sua creatura. Non nascondiamoci dietro un dito.

Mi stupisce, in tutta questa vicenda, chi si sorprende (scusate il giro di parole) di ciò che è oggi Bressan. Fulvio è SEMPRE stato così, non è che un giorno si è svegliato razzista e ha scritto quello cose. Fulvio è sempre stato un personaggio contrastante e contrastato, vanitoso, egocentrico, superbo, maleducato. Tempo fa un mio caro amico mi parlava prorpio di lui che, durante lo scorso Vivit, ha cacciato in maniera assurda un delegato AIS dal suo banchetto solo perchè questo aveva la divisa dell'associazione.

Bressan, foto presa dal sito aziendale

Vogliamo poi parlare del rispetto nei confronti dei suoi colleghi? Basta guardare su Youtube le interviste che Bressan mi ha rilasciato qualche tempo fa e che sono costate al vignaiolo friulano la cacciata dai Superwhites.


Bressan non è perciò neanche un abile comunicatore, non c'è furbizia in lui, e di tutto ciò che sta succedendo, da imprenditore del vino, si addosserà tutte le responsabilità visto che la sua reputazione, fuori e dentro internet, è a zero e difficilmente potrà arrivare a uno negli anni. Basta pensare a tutti i siti internet che parlano di lui, dall'Italia agli Stati Uniti (dove esporta moltissimo) auspicando che professionisti del settore e consumatori, giustamente, prendano atto delle sue dichiarazione boicottando i suoi vini.

Insomma, Bressan questo era e questo sarà, non ha mai mentito a se stesso, ai suoi amici, ai suoi colleghi e a tutti coloro che hanno avuto rapporti di lavoro con lui che non potevano non sapere. Se lui è colpevole anche noi, tutti noi che in passato lo abbiamo recensito, esaltato, fatto diventare un produttore di culto dentro e fuori la Rete, abbiamo la colpa di ciò che sta accadendo e di ciò che è stato scritto.

Fulvio Bressan ha fatto comodo a molti, a chi millantava la sua amicizia, a chi si professava "esperto" perchè citava i suoi vini e, soprattutto, ai tanti che vendevano i suoi prodotti. Un esempio su tutti: SorgentedelVino.it, un'associazione di certo non è vicina a Forza Nuova, non si è mai accorta delle sue esternazioni? 

Tanta gente, quel pubblico e quella critica che ieri lo aveva esaltato, oggi sta abbandonando la barca Bressan, insultandolo e rinnegando per un passato che oggi deve essere convenientemente scabroso.

No, caro amico, te come me sei colpevole. Tutti noi, volendo, potevamo fermare l'onda della sottocultura prima che questa diventasse alta come un grattacielo di merda. Non l'abbiamo fatto e ora ci prendiamo le nostre responsabilità.

Quanto ai vini di Bressan, mi spiace, sarò impopolare, ma  se capiterà continuerò a bere i suoi vini. Oggi, più di prima, non vorrei girare le spalle a Fulvio, continuerò ancora a parlarci come ho fatto anche in passato per cercare di fargli capire che ha sbagliato e che è ora di cambiare perchè è il mondo che deve cambiare. Anche con lui.

Non farlo mi renderebbe colpevole due volte.

P.S.: evidentemente le mie ultime tre righe possono essere fraintese. La mia tesi è che di quello che ha scritto Bressan non condivido nulla e ogni forma di razzismo è da condannare fermamente. Quello che vorrei dire è che se un giorno incontrerò di nuovo Bressan non farò finta di non conoscerlo come faranno in tanti. No, andrò da lui e gli chiederò spiegazioni del suo gesto, vorrei capire cosa cazzo gli è passato in mente. Posso? Rimane fermo il fatto che su Percorsi di Vino non verranno più recensiti i suoi vini. Le sue bottiglie che ho a casa, mi spiace, ma se capita me le bevo..

53 commenti:

Marilena ha detto...

Che la mafia (a qualunque latitudine) avesse un'etica di certo è un concetto che mi mancava...

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Marilena non ho capito il commento, scusa..

Marilena ha detto...

Mi riferivo a quanto espresso nell'intervista video da parte di Bressan, proprio negli ultimi secondi.

Ora, non vorrei sollevare un altro polverone, me ne guarderei bene... Ma se mi permetti, dato che la sua affermazione mi ha molto colpita, ci terrei a precisare che, a mio avviso, la mafia non ha etica. Di nessun tipo.

Baci,
M.

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Sacrosanto! Grazie della precisazione

Anonimo ha detto...

quando dici "cercare di fargli capire che ha sbagliato" che intendi precisamente? Ti metterai a fargli catechismo?A me sinceramnete sembra un pò paraculo il tuo punto di vista..

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Ciao anonimo, e se magari ti firmi è meglio, non voglio catechizzare nessuno e non cerco di fare il crocerossino. Bressan di certo non è il mio tipo :)

Se ero paraculo, ma davvero, insultavo pubblicamente Bressan come hanno fatto in tanti e poi, in privato, mi bevevo il suo vino.




Anonimo ha detto...

mi chiamo Luca Ranato. Meglio così? Eh no Andrea, meglio se dici che siccome è un produttore vuoi tenertelo buono. E' inutile che usi espressioni che sai benissimo di non poter/voler mantenere. Meglio essere onesti e dire che della questione non ti frega un tubo

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

CIao Luca, mi manterrei buono un produttore per quale motivo? Perchè Bressan o altri mi finanziano o mi regalano bottiglie? Ma che dici!

Sul fatto che della questione non mi frega un tubo il solo leggere la cosa mi fa sorridere. E' una tua idea, mi spiace leggerla, ma non posso farci nulla

Anonimo ha detto...

e allora perchè scrivi "cercare di fargli capire che ha sbagliato" se sai benissimo che non lo farai mai?

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Scusa ma a te chi ti dice che non lo farò mai? o che magari non c'ho già provato? Quello di cui non sono sicuro e che lui cambi in futuro, lo spero, soprattutto per la sua famiglia che è stata danneggiata dai suoi interventi

Valerio ha detto...

Volevo puntualizzare una cosa, che mi sembra non chiarissima, almeno in base a quello che si legge in giro. Una cosa è l'uomo e una cosa è il produttore. Caravaggio era un assassino, ma nessuno mette in dubbio l'altezza della sua arte. Michael Jackson poteva essere un pedofilo, ma non per questo era meno bravo a cantare e lo stesso dicasi per Heisenberg, grandissimo fisico ma nazista. Se l'uomo e l'artista convivono nello stesso corpo diventa un esempio. Se c'è l'artista ma non c'è l'uomo, se ne apprezza l'arte ma l'uomo verrà comunque disprezzato

Rolando ha detto...

È una scelta anche questa. Si può tenere separata la sfera professionale da quella sociologica (o semplicemente epidermica, come nel mio caso).

Anonimo ha detto...

Bressan non ha sbagliato un tubo! Ha detto quello che pensava! Avrebbe sbagliato se avesse fatto apprezzamenti verso la Kyenge.. ma siccome lui è un fascista razzista doc ha parlato chiaro. Un'altra cosa è il giudizio che si può dare su di lui..giudizio per quanto mi riguarda negativo senza SE e senza MA!

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Caro Anonimo, Bressan ha sbagliato tutto senza se e senza ma e la sua famiglia ne pagherà le conseguenze (economicamente parlando). Si possono trattare certi argomenti anche con civiltà senza andare oltre.

Luciano Pignataro ha detto...

Andrea la tua analisi è molto interessante e mi apre uno spazio di riflessione che porto con me da un paio di giorni.
Vero, siamo tutti colpevoli. L'idea di far parte del piccolo club dell'enomondo italiano ci ha quasi fatto maturare l'idea che una persona ha qualità per il semplice fatto che fa buon vino.
Bressan rompe questo incantesimo: ci fa capire che dietro una buona bottiglia di vino ci può essere un razzista, o anche un mafioso o, peggio, un leghista.
Il paragone con Caravaggio e Wagner è risibile, per favore: un buon produttore di vino resta un buon produttori di vino e basta.
Probabilmente questo accade perché questo mondo è stato quasi un rifugio dal resto del mondo.
Ora quelle parole e tutto il Bressan pensiero per la verità, disvelano pochezze e miserie enormi di cui non si può non tenere conto.
La conclusione tua, però, è sbagliata: proprio perché il caso è esploso ogni collusione diventa complicità.
Vero, Bressan è sempre stato Bressan, ma la differenza è che adesso è Bressan il razzista venuto allo scoperto e di cui tutto il mondo ha parlato.
E allora devi scegliere tra un'altra coerenza, quella con i tuoi principi.
Non c'è bisogno di boicottarlo. Basta ognorarlo.

Marco ha detto...

I suoi vini non mi hanno mai particolarmente colpito ma questa è un'altra faccenda. Io non mi sento assolutamente colpevole e coinvolto come dici tu Andrea. Francamente credo che non si tratta solo di espressioni infelici o di una scuola di pensiero... Un uomo che arriva ad usare tali espressioni a mio avviso ha grosse falle a livello di crescita e di maturazione umana, è uno che deve farsi curare e non credo che gli basteranno i tuoi consigli o quelli di altri...

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Ciao Luciano, le mie ultime tre righe ho notato che le ho scritte male e possono essere fuorvianti. Non condivido nulla di ciò che ha fatto, non troverà più spazio su Percorsi di Vino, te lo assicuro. A casa ho ancora i suoi vini che prima o poi finirò di bere. Per ciò che riguarda il parlargli, se e quando lo incontrerò chiederò lumi delle sue espressioni per capire che cazzo gli è venuto in mente. Ti assicurò che avendo passato tempo con lui in passato mai aveva usato espressioni razziste nei suoi argomenti. Sta cosa, colpa mia, non l'ho saputa captare e di questo me ne scuso pubblicamente.

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Marco, ovvio, non sono espressioni infelici ma è la sua cultura. Spero solo che questa faccenda gli abbia fatto capire che questo in una società moderna non paga più. Se e quando lo vedrò gli dirò quanto penso e sto scrivendo. Non farò finta di non conoscerlo come tanta gente ma gli esporrò le mie impressioni. Sul fatto che possa cambiare lo spero ma ovvio non dipenderà dalle mie parole

Anonimo ha detto...

LOL!

Due ore a scrivere "Abbiamo sbagliato tutti a non emarginarlo prima, visto che sapevamo benissimo che tipo di persona è" e poi conclude con "No ma comunque io continuerò a frequentarlo, perchè secondo me può cambiare!".

Deciditi Andrè, o preferisci emarginarlo perchè è quello che è o preferisci tentare di convertirlo, non è che puoi fare entrambe le cose...anzi, lamentarti di chi non lo ha emarginato e poi tu stesso giustificare tale comportamento!!!

Esilarante!

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Caro Anonimo, e questo la dici lunga, dove trovi che ho scritto che "decido di frequentarlo?". Speravo che il P.s. potesse dare luce alle mie ultime parole. Quanto scritto è un autocritica. Io me la faccio poi gli altri, chi lo ha esaltato, agiranno come vorranno. tornando a noi, ho solo detto che, se e quando lo rivedrò, vorrò parlarci per capire cosa gli ha detto la testa. Posso? Non sono un crocerossino, non penso di cambiare le persone, sto solo evidenziando che anche una certa comunicazione e un certo pubblico hanno le loro colpe. Facile ore prendere le distanze.

Anonimo ha detto...

Caro Anonimo l'unico commento esilarante è il tuo, basta rileggere quello che è stato scritto in grassetto.

Fabio Cecconi

Anonimo ha detto...

Ognuno fa quello che vuole. Avete rotto le palle con Bressan!

Daniele Serafini ha detto...

Che poi, voglio dire, praticamente tutti i suoi interventi sulla sua pagina facebook sono dello stesso stampo. L'ipocrisia sta anche lì, tirare fuori tutto sto casino solo quando ha detto "scimmia nera". Se non avesse usato queste due parole avreste continuato a considerarlo un grande produttore giusto un po' accentrico? Avreste continuato a recensire i suoi vini pur potendo leggere esternazioni razziste/ignoranti da parte sua? Io dico di si. Di fronte a questi personaggi si tende sempre a sorridere e a considerarli dei fenomeni anche quando non fanno altro che urlare, insultare e sparare bestialità. Detto questo, non ho certo voglia di passare a trovarlo in cantina ma io i suoi vini li bevo, continuerò a berli e li metterò pure in carta, credo. Il vino è il vino, gli esseri umani sono un'altra cosa.
E non capisco perchè il paragone Wagner non possa avere valore. Perchè in quanto artista è al di sopra di un giudizio oggettivo sull'uomo? Per me vale lo stesso. Se ascolto le sue opere non posso che rimanere incantato e rapito. Se penso all'uomo non posso provare che un immediato conato.
Certo, in questo caso cade miseramente quel magnifico e romantico senso di identificazione dell'uomo col suo vino. Quel sorriso che ti viene bevendo un Caparsino e pensando a Paolo Cianferoni, quell'inspiegabile orgoglio, quella tenacità che ti pervade assaggiando un Frappato di Arianna Occhipinti, quel mistico godimento quando provi lo Sgarzon della Foradori, eccetera eccetera eccetera. Pazienza.
E comunque, le due parole "scimmia nera" sono orribilmente ma, purtroppo, comunemente utilizzate da un gran numero di persone negli ultimi tempi, non solo al Nord. Persone insospettabili. Bressan se la prende con gli ipocriti e i politici ladri. A me preoccupa questa specie di sub cultura di una pochezza micidiale, ottusa, sottilmente violenta, senza scopo.

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Grazie del tuo intervento Daniele!

Jelena M. Bressan ha detto...

Gentile Andrea,
sono Jelena la moglie ed il partner di Fulvio Bressan. Gestisco io la pagina ufficiale di Bressan Mastri Vinai su facebook... creato per condividere con i nostri amici e clienti la nostra vita in azienda... e siccome lavoro in azienda BRESSAN da 15 anni 365 giorni all'anno assieme a Fulvio ed i miei suoceri di 82 anni mi sono sentita libera di esprimere la mia e quella dell'azienda su uno dei post... attenzione, non abbiamo preso le distanze da Fulvio, ma dal suo linguaggio di esprimersi... se a qualcuno interessa io la penso uguale a lui sul problema di immigrazione in Italia (sono razzista anch'io? sicura che in molti diranno di sì...)... Se Italia fosse un paese con forte economia in grande crescita, ma ben vengano queste persone... bianche, nere, gialle, verdi che siano... ma se non riusciamo ad aiutare neanche i nostri... come possiamo aiutare questa povera gente? fin quando ci sono gli italiani che dormono in macchina perché hanno perso casa o si suicidano perché non riescono a pagare le tasse... allora no, io non ci sto...
Il produttore fa parte del terroir?... molti si sono posti questa domanda in questi giorni... io credo di sì! noi facciamo parte del nostro terroir... con il nostro profondo dolore per l'Italia che va a rotoli!!! ed il vino è unica cosa buona che ci rimane... è la nostra vita, il nostro mondo che vogliamo e possiamo cambiare!!! E' tutto ciò che è del buono in noi...
Siamo volgarmente e vergognosamente sinceri? non puoi esprimere liberamente quello che pensi se hai una azienda... una partita iva? allora noi non ci siamo... Siamo delle persone LIBERE! E se è questo il costo della libertà nel Nostro paese... allora, siamo disposti a pagarlo fino in fondo...
Nessuno piu' comprerà i vini Bressan? pazienza... vuol dire che ne faremo di meno, ma sempre piu' buono... da bere in famiglia (come ha detto qualcuno ironicamente in un commento su uno dei post...) e da condividere con pochi veri amici e clienti affezionati che hanno a cuore i veri problemi dell'Italia.
Questa, per poco che conta, è la mia opinione... adesso potete mettermi alla gogna, linciarmi, uccidermi, cercare di annientarmi... io non ho paura.
Jelena M. Bressan

Gabriele Carena ha detto...

Ciao Andrea, volevo scrivere ciò che penso sulla vicenda...leggo da qualche giorno:articoli e commenti su questo post di Bressan ...credo che "boicottare" un produttore per cio' che ha scritto sia STUPIDO!!!

...perche' non boicottiamo ad esempio le griffe di moda o di articoli sportivi che sfruttano i bambini (alzi la mano chi non ha neppure un paio di scarpe da tennis "griffate")???...c'e' così tanta ipocrisia nel condannare le parole (sicuramente eccessive) di Bressan !!!...ma sono d'accordo con te che: parlar di Fulvio e con Fulvio era fonte di vanto da parte di molti, poiche' produce ottimi vini, poiche' ha quella schiettezza "vera" di chi ha il coraggio di dire cio' che molti pensano: sui produttori, sul Collio e sulle Multinazionali. Oggi stiamo facendo un processo senza senso . Fulvio ha espresso in toni ECCESSIVI il malcontento della gente . Io quotidianamente (magari in un bar) quando si parla di sbarchi a Lampedusa in TV sento commenti del tipo: perche' vengono da noi? Cosa pensano di trovare in Italia? Perche' lo stato non aiuta noi italiani? Chissa' quanto ci costano? (io viaggio dal nord al sud e i commenti sono sempre gli stessi, anzi al sud ancora piu' duri)

...ti chiedo Andrea: sono scemo? Sento solo io questi commenti?

Detto cio': io adoro il buon vino, per cui continuero' a bere Bressan (pensando che ha sbagliato) ... e faccio una considerazione: Bressan e' stato Bressan anche in questa occasione per cui perche' tanto stupore?!

Gabriele Carena

Anonimo ha detto...

Gentile Jelena, qua non si tratta di linciare nessuno ma sicuramente nei confronti di tutti ci vuole rispetto e educazione, cosa di cui suo marito ha sicuramente mancato. Riguardo al sentimento diffuso nei confronti degli immigrati, che lei chiaramente esprime, non è certo impedendo loro di venire qua sottopagati per stare 12 ore al giorno a schiena china nei campi a raccattare pomodori che si risolvono i problemi dell'Italia. I problemi dell'Italia semmai sono ben altri e si risolvono in tutt'altro modo e sarebbe pure giunta l'ora di affrontarli veramente piuttosto che continuare a nascondersi dietro a falsi problemi e dare la colpa a chi non ne ha. Anche lei fuggirebbe dalla miseria e dalla guerra se ne avesse la possibilità e di sicuro vorrebbe essere ricevuta in ben'altro modo

Fabio ha detto...

Cara sig.ra Jelena, se le stanno tanto a cuore le sorti degli italiani che dormono in macchina, le suggerirei di iniziare aprendo loro le porte della sua grande casa e condvidendo i suoi pasti piuttosto che risolvere il problema stando al calduccio belli pasciuti e insultando e respingendo persone che rischiano la morte certa restando nella loro patria o che semplicemente ambiscono a condizioni di vita migliori

Franco Ziliani ha detto...

caro Andrea complimenti per il tuo post che condivido dalla prima all'ultima riga. I tanti che si sono scagliati contro Fulvio, in una vergognosa operazione di linciaggio, hanno colto al volo l'occasione per farla pagare a chi ha sempre combattuto a viso aperto contro le ipocrisie e le magagne e le tante schifezze e falsità del mondo del vino.
Che Fulvio ha smascherato nei video che hai pubblicato sul tuo blog.
Io continuerò a professarmi amico di Fulvio Bressan, a bere i suoi vini e a scriverne.
Cari saluti
Franco Ziliani

Anonimo ha detto...

Bella sta cosa che se uno si posta Anonimo è necessariamente un codardo.

Mi posto Anonimo (sono quello del LOL) perchè un idea/pensiero è tale indipendentemente dal sesso, dal nome, dalla classe di chi la pronuncia. "Sporca negra" resterà un insulto sia che lo dica un bianco, sia che lo dica un nero, sia che lo dica un uomo, sia che una donna.

Ora, lasciando perdere un inutile disquisizione sul perchè non mi va di dare il mio nome su un blog di uno sconosciuto, mi piaceva portare avanti ciò che in maniera molto provocatoriamente ho scritto prima:

Tu te la prendi con chi, per esempio, "ha lucrato" vendendo i suoi vini, dicendo che è inutile prendere le distanze dal suo pensiero ora, doveva farlo prima, magari, immagino, boicottandolo.
Poi però dici che tu continuerai a cercare di comprendere il suo pensiero, magari convincerlo che quel che dice potrebbe essere sbagliato...e scusa, sto pensiero non potrebbe averlo fino fino ad oggi ANCHE chi ha venduto il suo vino e poi essersi ricreduto dopo l'ennesima esternazione?

Non colgo perchè tu puoi continuare a cercare di comprenderlo e chi invece ora si decide a "scaricarlo" doveva necessariamente farlo prima, perchè altrimenti è "colpevole quanto lui".

Spero di essere stato piu chiaro.

Anonimx!

Anonimo ha detto...

Jelena io non vi abbandono, continuero' a bere e a vendere con ancora piu' forza i vostri meravigliosi vini alla faccia degli ipocriti benpesanti frequentatori del web che hanno messo alla gogna l'uomo e l'azienda (e questo qualcuno deve spiegarmelo cosa cxxxo c'entra..)
Lucien

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Ciao Jelena, ti posso assicurare che non ho intenzione di linciare nessuno, per cui sei la benvenuta. Quello che vorrei solo dirti, e Fulvio lo sa, è che si può trattare di certi argomenti, spinosi ed importanti come lavoro e immigrazione, in termini civili senza arrivare agli eccessi dei giorni scorsi. La cosa peggiore del razzismo, e me ne sto accorgendo ora, è che questa piaga è il seme dell'odio, il razzismo genera odio, tante persone ora giustamente odieranno Bressan, tante odieranno chi vuole il suo isolamento, tante persone odieranno le persone di colore per quello che ha scritto Fulvio. E' una catena che genera merda.. Come si è sentito tuo marito quando è apparsa la sua foto su Repubblica assieme a quella di Borghezio? Lui equiparato ai politici che tanto combatteva sulle sue pagine. Ok, ognuno deve combattere le sue battaglie ma sempre nel rispetto del prossimo e della vita civile.

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

GAbriele leggi quanto scritto sopra

Andrea Petrini Percorsi di Vino Wine Blog ha detto...

Caro anonimo, anzitutto mettere nome e cognome è segno di educazione e, tra le varie, ti sbagli perchè questo non è un blog di uno sconosciuto visto che c'è il mio nome, cognome e da qualche parte anche foto. Detto questo ti dico no, stai tranquillo che molti di quelli che vendono Bressan non condividono le sue tesi, non quella razzista sicuramente.

ezallot ha detto...

Una considerazione....nel vino ed in tanti altri prodotti c'e' quasi sempre uno stretto collegamento tra persona e prodotto: la persona spara una c...ta? ..ne rimette il prodotto. Il prodotto e' una c....ta? Ne rimette la persona.
La maggior parte di quello che compriamo, pero', e' "anonima" e, anche se il proprietario (o il Ceo.., manager, etc..) e' un nazista dichiarato noi continuiamo allegramente a comprare...perche' non lo sappiamo.
Una domanda...quanti produttori, magari "politically correct", hanno sfruttato o sfruttano indegnamente manodopera per la vendemmia?
...quindi, lasciamo stare la lega, nord e sud, etc...non mi sembra che nel sud il comportamento sia migliore. Razzismo e' nelle parole ma anche nei fatti....o, forse, piu' nei fatti che nelle parole...

Anonimo ha detto...

mi permetto di far notare una cosa, che non mi sembra sia chiara a molti commentatori e in particolare a Ziliani: la schiettezza e la sincerità sono una cosa, magari pure positiva (con i se e ma del caso), la mancanza di educazione e di rispetto, per non parlare di vero e proprio razzismo tutt'altra!

Matteo Bozzola ha detto...

Visto che anche chi non ha nulla di concreto da dire commenta il post a vanvera, scrivo qualcosa anch’io dall'alto della mia ignoranza.
Personalmente penso il contrario di Fulvio Bressan sull'immigrazione, ma sono totalmente con lui sul vino.
Noto con rammarico che tanta gente ha abboccato. A cosa?
Nel “caso Bressan" il razzismo non c'entra un tubo. Questo caso è stato fatto montare solo per dare addosso ad una filosofia enologica che sta iniziando ad avere successo. Tanto è vero che l'unica cosa che leggo in giro è "boicottiamo Bressan".
Perché fino adesso cosa avete fatto?
Cari amici cocacolari e gamberizzati, da quanti anni boicottate Bressan?
Questo non è altro che l’ennesimo tentativo di tagliare fuori dal mercato chi fa il vino seriamente e senza padrini; emarginare chi si preoccupa della qualità e non dei volumi di produzione e di cosa scrivono le guide.
Purtroppo i boccaloni che ci cascano, dall’alto del loro perbenismo, lasciano commenti antirazzisti sul Blog del Corazziere della Sera (http://mangiare.milano.corriere.it/2013/08/23/il-razzismo-nel-bicchiere/), commenti che sono più razzisti dell’ormai ritrito post riguardo il sullodato ministro.
Eccedere nel senso opposto per distinguersi, senza rendersi conto di essere allo stesso tempo più violenti di chi si vuole rimproverare, è la malattia di questo paese.

Jelena M. Bressan ha detto...

Vorrei rispondere al Sig. Fabio il quale evidentemente non è mai entrato in una cantina dove il produttore produce vino personalmente ed è un coltivatore diretto... cioè che va e lavora personalmente in vigna tutto l'anno... sia d'inverno anche quando le temperature scendono sotto zero...per fare la potatura invernale, arare e pulire il vigneto... sia d'estate quando le temperature vanno sopra i 35°C... non ha tempo di stare al calduccio, bello e pasciuto a casa (grande o piccola che sia)... Se Le interessa noi ancora viviamo con i miei suoceri in quanto tutti i soldi che guadagnavamo li investivamo nella nostra azienda... senza contributi o finanziamenti delle banche... Tutti quelli che ci hanno frequentato sanno che non abbiamo mai rifiutato un piatto di minestra a nessuno...
La seconda cosa... non ho mai insultato e caciato via nessuno... ma mi sembra giusto che tutti questi che arrivano in Italia dovrebbero avere l'umiltà ed il rispetto per ciò che hanno costruito generazioni di italiani con sacrificio... e non con l'arroganza bruciando i materassi e spaccando i letti (pagati con i soldi pubblici) nei centri di prima accoglienza o rifiutandosi di fornire il proprio nome e cognome... quando sono andata negli USA o in Giappone per un viaggio di lavoro al controllo passaporti mi hanno preso le impronte digitali senza chiedere il mio consenso... e lo considero un gesto di civiltà... in quanto penso che se arrivi in uno stato come ospite/rifugiato e non hai niente da nascondere non hai problemi di dire tuo nome ed essere facilmente identificabile... altrimenti è il razzismo al contrario...
Jelena M. Bressan

Fabio ha detto...

Lei sig.ra Jelena è andata in America o Giappone come profuga? Ha mai vissuto in un centro di accoglienza, che personalmente immagino come luogo di enormi tensioni, dato che vi stanno stipate anche per settimane persone in sovrannumero e di etnie e religioni molto diverse tra loro? Anche noi italiani lo abbiamo vissuto e mi riferisco a Ellis Island (v. ad es. http://www.antoniogramsci.com/angelamolteni/ellis.htm). Detto questo, i controlli sono sicuramente giusti e doverosi e il rispetto va a tutti, sia da parte di chi arriva che da parte di chi accoglie

alma ha detto...

La cosa che più di tutte mi suona strana è che il problema 'caratteraccio' di un produttore (ma potremmo dire lo stesso di un grande chef, un grande sommelier o un grande giornalista) venga fuori solo in occasioni eclatanti come questa. La maggior parte delle persone che avverte di essere arrivata in alto (a torto o a ragione) assume spesso comportamenti bizzarri, trova più affinità con una zolla di terra, un peperone o il proprio MacBook che con qualsiasi altro rappresentante del genere umano. Chi frequenta certi ambienti lo sa bene. La favola della continuità tra creatore di un prodotto e il prodotto creato è vera solo per quelli che amano credere alle favole, e di favole nel mondo del vino se ne raccontano un sacco.
Direi pertanto che si può tranquillamente abbandonare questa idea idilliaca di un angelo che crea prodotti divini. Molto spesso è vero il contrario, che grandi intuizioni vengono quando si ha la tendenza a mandare a cagare tutto un sistema di pensiero in blocco. Tanto di cappello.

Il problema in questo caso è un altro, ovvero l'uso improprio di un medium; accetto l'onestà intellettuale, la tendenza all'impulsività e l'eccentricità di chiunque, quello che mi disturba (sempre e comunque) è l'incapacità di comprendere il potere del mezzo mediatico e le conseguenze del suo abuso. E non mi riferisco alle conseguenze di natura commerciale, il mondo del vino è fortunatamente popolato da squali che verosimilmente cercheranno di speculare sulla situazione, garantendo una buona continuità nei movimenti di magazzino dell'azienda Bressan. Mi riferisco invece alle conseguenze culturali che queste esternazioni hanno, che dal mio punto di vista sono sempre gravissime e con una capacità di penetrazione inimmaginabile.

Come qualcuno diceva in precedenza, il CEO di una grande multinazionale magari sarà più razzista di Fulvio ma non viene giudicato perché nessuno lo sa. Appunto! Non potendo eradicare il pensiero razzista per opera di una lobotomia, devo accettare che ci siano persone razziste al mondo, quello che condanno è la diffusione del pensiero razzista, in particolare da parte di persone che sono così tanto a contatto con le cose semplici, con la terra, con il lavoro e con tutta quella gente di diverse realtà culturali con cui un produttore come Fulvio è venuto a contatto in questi anni. Se proprio non puoi essere un diffusore di pensieri illuminanti, almeno risparmiaci quelli umilianti.

In conclusione quindi, non credo ci sia ipocrisia da parte di chi ora 'scarica' Fulvio; lo fa oggi perché Fulvio ha evidentemente fatto una cosa molto diversa dal passato, ha diffuso una posizione anticulturale che va troppo oltre lo stretto concetto di libero pensiero personale.

Per parafrasare Benigni, alla fine anche Borghezio nella sua vita avrà aiutato una vecchina ad attraversare la strada, non credo che questo basti a farmi trattenere in gola un Vai a cagare.

Gabriele Carena ha detto...

Caro Andrea ho letto con interesse quanto hai scritto !!! ...ma io stesso sono incazzato per come si gestisce il "problema" immigrazione...per caso pensi che il "modo italiano" di afrontare la questione e' corretto???

Ritengo che si devono aiutare le persone in difficolta' ma il modo in cui lo si fa e' altrettanto importante...l'italiano non e' pronto all'integrazione (questa e' la verita') ...ed il nostro stato non fa nulla per aiutare questo "cambiamento di sistema".
Tti cito un esempio: ho divesi cari amici di origine marocchina che non riescono a trovare un lavoro regolare questo e' il problema, capisci che se non creiamo le condizione per un vera integrazione in parallelo al ritorno del benessere italiano l'odio si alimenta come un uroboro senza fine .

Cordiali saluti

Gabriele Carena

Franco Ziliani ha detto...

citando come esemplare questo post l'ho citato in questo mio commento di stasera su Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/blog/2013/08/il-caso-bressan-il-boicottaggio-dei-suoi-vini-e-la-risposta-piu-stupida.html

Anonimo ha detto...

io per fortuna non ho mai conosciuto questa merda di uomo, ma ritengo che, se l'avessi incontrato, non avrei avuto voglia di ripetere l'esperienza

certa gente andrebbe emarginata dal consesso civile

nico aka tenente Drogo

Il Duca ha detto...

Anche io continuero' a comprare, a bere (e a recensire) i vini di Fulvio Bressan.
Mario B.

Riccardo Longato ha detto...

È una questione interessante.
Fulvio Bressan, non solo a causa del commento incriminato ma di molti altri pubblicati, è indubbiamente un fascista ed un razzista, e questo mi dovrebbe indurre a considerarlo un imbecille e a ritenere di non avere un'alternativa etica al rompere ogni rapporto con lui. Ma allo stesso tempo Fulvio è molte altre cose. Oltre che uno dei produttori migliori che conosca (e non ne conosco pochi), è un uomo di una straordinaria onestà intellettuale (anche se con commenti spesso espressi in modo becero), che gli è valsa l'ostracismo del mondo vinicolo à la page; e anche se le sue teorie hanno nuociuto molto alle vendite del suo vino, le ha sostenute ad oltranza. È una persona che lavora con una dedizione ed una passione straordinarie, in questo sostenuto ed affiancato da tutta la sua splendida famiglia, che giustamente ha preso le distanze dal post incriminato, che almeno nei modi è pura farina del sacco di Fulvio. È, come i suoi genitori e sua moglie, una persona generosissima (con chiunque, di ogni razza e colore). Ed allora mi dico che preferisco comunque lui -almeno nei momenti in cui la pancia non manda in cortocircuito il cervello- agli ipocriti, agli evasori, alle mezze calzette, ai quaquaraquà che ci circondano e ci asfissiano. E spero di avere presto occasione di discutere e litigare con lui, per cercare di fargli capire quanto a mio parere la sua uscita sia stata da cialtrone; ma non intendo togliergli la mia amicizia e spero che lui non mi tolga la sua.

Franco Ziliani ha detto...

i miei complimenti a Riccardo Longato, il cui intervento giudico esemplare.

Mario Crosta ha detto...

Avrei qualcosa da rimproverare alle farneticazioni della Larner e di tutti quelli che sui blog dedicati da sempre al linciaggio di qualcuno hanno fatto una canea sulle dichiarazioni di Bressan, promuovendone il boicottaggio.
Non mi risulta che la Larner (né alcun altro wine-eriter americano) abbia bandito in precedenza alcun vino fatto da conclamati nazisti sudafricani, tedeschi, argentini, francesi e austriaci. Troppo comodo invece boicottare Bressan sull’onda dei commenti su alcuni blog di almeno due produttori suoi concorrenti, rei in questo caso di concorrenza sleale. Una giornalista che si presta a quel gioco e’ una pennivendola. Franco Ziliani e Luciano Pignataro sui loro blog hanno invece inquadrato la questione in modo giusto, pur da convinzioni politiche
diametralmente opposte, dando l’esempio di come si fa giornalismo del vino in modo serio e non soltanto per aprire stupidamente la bocca e starnazzare, oppure fare i fanatici per fomentare un altro linciaggio.
Io continuero’ ad assaggiare, a bere e a commentare i vini buoni dei produttori in gamba, anche quelli di Bressan, di cui non condivido la violenza del linguaggio che ha usato, davvero fuori scala nella forma, ma le cui opinioni, per chi non ne condivide il contenuto, devono semmai essere contrastate con intelligenza e buonsenso, al lume della ragione e non con la bava alla bocca né i metodi dei Savonarola della mutua, una bella definizione che Tommaso Farina ha perfettamente azzeccato in un commento sul blog Vinoalvino.org

Mario Crosta ha detto...

Ho scritto a ciascuno dei due coniugi Bressan, La liberta' d'espressione per me e' sacrosanta e, come ha detto François Marie Arouet, detto Voltaire (secondo l'autrice inglese Evelyn Hall nel suo libro The Friends of Voltaire del 1906), Je ne suis pas d'accord avec ce que vous dites, mais je me battrai jusqu'à la mort pour que vous ayez le droit de le dire. Oltre alla posizione di Slowfood, che non ha mai preso di mira altri produttori per le loro idee e questa volta la cosa puzza, avrei qualcosa da rimproverare alle farneticazioni della Larner e di tutti quelli che sui blog dedicati da sempre al linciaggio di qualcuno hanno fatto una canea sulle dichiarazioni di Bressan, promuovendone il boicottaggio.
Non mi risulta che la Larner (né alcun altro wine-eriter americano) abbia bandito in precedenza alcun vino fatto da conclamati nazisti sudafricani, tedeschi, argentini, francesi e austriaci. Troppo comodo invece boicottare Bressan sull’onda dei commenti su alcuni blog di almeno due produttori suoi concorrenti, rei in questo caso di concorrenza sleale. Una giornalista che si presta a quel gioco e’ una pennivendola. Franco Ziliani e Luciano Pignataro sui loro blog hanno invece inquadrato la questione in modo giusto, pur da convinzioni politiche diametralmente opposte, dando l’esempio di come si fa giornalismo del vino in modo serio e non soltanto per aprire stupidamente la bocca e starnazzare, oppure fare i fanatici per fomentare un altro linciaggio.
Io continuero’ ad assaggiare, a bere e a commentare i vini buoni dei produttori in gamba, anche quelli di Bressan, di cui non condivido la violenza del linguaggio che ha usato, davvero fuori scala nella forma, ma le cui opinioni, per chi non ne condivide il contenuto, devono semmai essere contrastate con intelligenza e buonsenso, al lume della ragione e non con la bava alla bocca né i metodi dei Savonarola della mutua, una bella definizione che Tommaso Farina ha perfettamente azzeccato in un commento sul blog Vinoalvino.org
Chi ha preso di mira la forma violenta delle dichiarazioni di Bressan, giudicandola razzista, lo ha fatto per non discutere della sostanza, che invece è serissima e dimostra di essere una minoranza chiassosa, manipolata da chi ha sempre boicottato e continua a boicottare la filosofia di vinificazione dei Bressan e ha colto l'occasione per aizzare al boicottaggio e arrecargli danni economici.

Alberto G. ha detto...

Chi ha preso di mira le dichiarazioni di Bressan lo ha fatto perche' giustamente,ritiene vi sia modo e modo per esternare delle critiche, e non perche' non voglia discutere dei problemi attuali, che vanno risolti in altro modo, programmando uno sviluppo dell'economia,anziche' litigarsi potere e poltrone.
Alle sue dichiarazioni,violente, ignoranti, razziste e farneticanti la maggiranza, e non la minoranza come dice lei, ha risposto fin troppo educatamente. Pignataro secondo me la vede in modo completamente opposto,e'proprio uno di quelli che non riesce a distinguere il vino da chi lo fa (penso in piena filosofia Slow food),opposto rispetto a Zuliani.
Il distinguo tra uomo e vino non e' seriamente sostenibile a meno che non vi tappiate il naso.
Non so di quali vini di nazisti in particolare lei parli, ma io e molti altri conoscenti appassionati,non beviamo assolutamente vini Sudafricani, tedeschi, austriaci ecc. ecc. se solo lontanamete, hanno nella loro storia puzza di imprenditori nazisti o razzisti.Se e' per questo no si bevono neppure vini in odore, ossia in puzza di leghismo.Per quale motivo dare i soldi a queste ..rde.Vi verrebbe poi da vomitare.

Mario Crosta ha detto...

@ Alberto G., lei ha scritto "Chi ha preso di mira le dichiarazioni di Bressan lo ha fatto perche' giustamente,ritiene vi sia modo e modo per esternare delle critiche, e non perche' non voglia discutere dei problemi attuali, che vanno risolti in altro modo, programmando uno sviluppo dell'economia,anziche' litigarsi potere e poltrone" e leggendo il resto del suo commento credo che sia vero, cioe' che tanti, come lei, abbiano agito in questo modo. Purtroppo nel coro c'e' stata anche la sobillazione di una canea, guarda caso imbeccata da concorrenti del Bressan, almeno due che non hanno fatto mistero di esserlo, e una serie di "anonimi" che si sono lasciati andare al livore, tipico della caccia alle streghe, fatta però da cecchini. Tenga conto che alcuni di quegli "anonimi" sono in realtà redattori di blog con un nick di comodo, in modo da sembrare in cinquanta a criticare Bressan, mentre sono uno o due soltanto. Ecco perché affermo che sono una minoranza. Se si firmassero nome e cognome si vedrebbe immediatamente e ricorrono perciò al trucco. Comodo, no? Io mi firmo, nome e cognome, scrivo su alcuni portali del vino da 12 anni e c'è anche il mio fotoritratto, ci metto la faccia sulle opinioni che posto. Quanti di loro (lei compreso, con un G. alposto del cognome) lo fanno?

Alberto G. ha detto...

Guardi io, non so quale produttore abbia commentato anonimamente solo per motivi di stupida rivalita'. Pero' e' anche vero ,che coloro, i quali si sono firmati, poiche' "colleghi",hano attirato critiche,come se volessero approfittare di questo momento.A me sembra molto riduttivo,penso e spero che siano critiche dettate da indignazione e non di convenienza.
Quanto all'inaccettabilita' dei termini in cui il Bressan si e' espresso,sarebbe bastato da parte dei suoi amici e conoscenti,ammetterlo chiaramente e prenderne le distanze per non venir considerati allo stesso modo.
Per tornare sui vini non assolutamente etici ad es. di nazisti-fascisti, quando lo si sa,non penso sia gradito a molti bere quei vini,sanno di sangue altrui. Basta saperlo.Purtroppo tante brutte cose vengono taciute,nessuno pubblicizza un prodotto, ammettendo di essere stato un criminale di guerra ad esempio.
Grazie anche alla rete oggi si puo' rapidamente scegliere e liberamente non acquistare scarpette o palloni fatte da bambini sfruttati (ma devo saperlo, e qualcuno deve pubblicarlo,per farmi scegliere).
Ecco la stessa cosa buona e giusta e' stata fatta in questo caso. Si e'reso noto, che questo signore parla da schiavista, ritiene come molti suoi amici che tutti gli immigrati siano ladri o illegali,tranne quelli che lui conosce magari. Questo non va bene ,assolutamente no.
Io sono troppo coinvolto personalmente ed anche persone a me care che voglio siano escluse da queste farneticazioni.
Per il momento preferisco non firmarmi,perche' non so se riusciro' sempre a non cedere alle provocazioni. Non fossi cosi' emotivamente coinvolto mi firmerei tranquillamnte. Tutto questo ciarlare, distinguere tra l'uomo ed il vino , giustificare,non aiuta.
Da qualche parte ho letto, che non ha ammazzato o stuprato, non ha spacciato droga ecc. E che significa? Quindi questo troglodita con i suoi pari, puo' permettersi di offendere milioni di persone che vorrebbero solo onestamente lavorare ed avere una vita? Boh, piu' conosco alcuni italiani e piu' mi spavento.
Mi auguro che lei,che comunque ha espressso civilmente le proprie perplessita', possa capire da dove venga tutta questa indignazione, che non e' solo ipocrisia e perbenismo, come molti mi sembra vogliano far credere.

Mario Crosta ha detto...

Alberto G., capisco perfettamente la sua indignazione, che penso sia stata almeno pari a quella della stragrande maggioranza di chi ha letto quelle parole di Bressan, e la ringrazio del suo commento. Non c'è nessuno in grado di fermare la ruota della storia e andiamo verso civiltà multirazziali, percio' non ha senso mettersi il caschetto e il filo spinato, ma occorre risolvere i problemi dell'integrazione dei diversi e dei più deboli, di tutti i diversi e i più deboli, nella società.
Occhio però a sbattere il mostro in prima pagina. E' già successo altre volte e la caccia alle streghe proprio non mi va. Ad argomentazioni sbagliate, con parole sbagliate, si contrappongano argomentazioni giuste con parole giuste. Si può, si deve. Le l'ha appena fatto, eccetto con l'aggettivo troglodita, che non le fa certo onore. Mi corregga se sbaglio. Io ho scritto ai Bressan, a tre indirizzi e-mail diversi. Senza usare aggettivi del genere, sennò era inutile scrivere. Provi anche lei a fare ragionamenti senza calcare troppo su aggettivi che ci la pensa in altro modo rifiuterebbe. Otterrà senz'altro molta più attenzione ai contenuti, che sono quelli che contano. Bye.

Fabio ha detto...

E' un commento fuori tempo massimo, lo so.
Volevo comunque dire che secondo me la logica per cui un indivuduo dovrebbe essere boicottato per le proprie idee (giuste o sbagliate che siano) è una cosa davvero ipocrita e ridicola.

Per essere brutale nell'esempio tutti coloro che decidono di boiccotare i vini Bressan, solo per il fatto che lui abbia idee per certi versi estreme, dovrebbero a maggior ragione evitare di acquistare o indossare, merce fabbricata in Cina, in Vietnam, Hong Kong, insomma laddove i diritti dei lavoratori e le condizioni salariali sono pessime e ledono i principi di dignità umana. Perchè decidere arbitrariamente di boicottare e accanirsi contro il Bressan di turno sulla base delle proprie idee e magari ignorare il fatto che ogni giorno, non del tutto inconsapevolmente, si è complici e si foraggino aziende che speculano effettivamente sulla pelle degli individui?

La mia è una provocazione, ma credo ci si debba sforzare ad essere più coerenti qualora ci si voglia strappare le vesti per l'indignazione.

Tralasciando il fatto che il socialnetwork e l'impulsività di un pensiero non mediato, non sia lo strumento attraverso cui poter giudicare una persona e tralasciando il fatto che della maggior parte dei nostri conoscenti ignoriamo addirittura il pensiero, resta il fatto che i vini di Bressan sono buoni!