Se Fulvio Bressan è colpevole anche io sono colpevole. Come molti altri, del resto...

Sono probabilmente l'ultimo a scrivere qualcosa sul caso Bressan e, se ho aspettato tanto, è perchè sto cercando di riordinare le idee a mente fredda tentando di evitare banalità e frasi retoriche che, sono sicuro, scriverò a momenti.

Fonte: http://www.vinography.com

Bressan ha sbagliato, senza se e senza ma, e le frasi comparse sul suo profilo Facebook, non solo quelle comparse nella foto qua sopra, non lasciano adito a dubbi che trattasi di chiare espressioni di stampo razzistico che vanno condannate senza trovare alcun alibi.

L'azienda Bressan ha sbagliato anche una seconda volta, clamorosamente, perchè ha tentato di prendere le distanze dalle parole di Fulvio dicendo che non gli appartenevano in quanto provenienti dal profilo privato del vignaiolo di Farra di Isonzo. Una cazzata, questa, visto che l'azienda porta stampato il cognome Bressan e Fulvio, da quando ne è alla guida, è sempre stato un tutt'uno con la sua creatura. Non nascondiamoci dietro un dito.

Mi stupisce, in tutta questa vicenda, chi si sorprende (scusate il giro di parole) di ciò che è oggi Bressan. Fulvio è SEMPRE stato così, non è che un giorno si è svegliato razzista e ha scritto quello cose. Fulvio è sempre stato un personaggio contrastante e contrastato, vanitoso, egocentrico, superbo, maleducato. Tempo fa un mio caro amico mi parlava prorpio di lui che, durante lo scorso Vivit, ha cacciato in maniera assurda un delegato AIS dal suo banchetto solo perchè questo aveva la divisa dell'associazione.

Bressan, foto presa dal sito aziendale

Vogliamo poi parlare del rispetto nei confronti dei suoi colleghi? Basta guardare su Youtube le interviste che Bressan mi ha rilasciato qualche tempo fa e che sono costate al vignaiolo friulano la cacciata dai Superwhites.


Bressan non è perciò neanche un abile comunicatore, non c'è furbizia in lui, e di tutto ciò che sta succedendo, da imprenditore del vino, si addosserà tutte le responsabilità visto che la sua reputazione, fuori e dentro internet, è a zero e difficilmente potrà arrivare a uno negli anni. Basta pensare a tutti i siti internet che parlano di lui, dall'Italia agli Stati Uniti (dove esporta moltissimo) auspicando che professionisti del settore e consumatori, giustamente, prendano atto delle sue dichiarazione boicottando i suoi vini.

Insomma, Bressan questo era e questo sarà, non ha mai mentito a se stesso, ai suoi amici, ai suoi colleghi e a tutti coloro che hanno avuto rapporti di lavoro con lui che non potevano non sapere. Se lui è colpevole anche noi, tutti noi che in passato lo abbiamo recensito, esaltato, fatto diventare un produttore di culto dentro e fuori la Rete, abbiamo la colpa di ciò che sta accadendo e di ciò che è stato scritto.

Fulvio Bressan ha fatto comodo a molti, a chi millantava la sua amicizia, a chi si professava "esperto" perchè citava i suoi vini e, soprattutto, ai tanti che vendevano i suoi prodotti. Un esempio su tutti: SorgentedelVino.it, un'associazione di certo non è vicina a Forza Nuova, non si è mai accorta delle sue esternazioni? 

Tanta gente, quel pubblico e quella critica che ieri lo aveva esaltato, oggi sta abbandonando la barca Bressan, insultandolo e rinnegando per un passato che oggi deve essere convenientemente scabroso.

No, caro amico, te come me sei colpevole. Tutti noi, volendo, potevamo fermare l'onda della sottocultura prima che questa diventasse alta come un grattacielo di merda. Non l'abbiamo fatto e ora ci prendiamo le nostre responsabilità.

Quanto ai vini di Bressan, mi spiace, sarò impopolare, ma  se capiterà continuerò a bere i suoi vini. Oggi, più di prima, non vorrei girare le spalle a Fulvio, continuerò ancora a parlarci come ho fatto anche in passato per cercare di fargli capire che ha sbagliato e che è ora di cambiare perchè è il mondo che deve cambiare. Anche con lui.

Non farlo mi renderebbe colpevole due volte.

P.S.: evidentemente le mie ultime tre righe possono essere fraintese. La mia tesi è che di quello che ha scritto Bressan non condivido nulla e ogni forma di razzismo è da condannare fermamente. Quello che vorrei dire è che se un giorno incontrerò di nuovo Bressan non farò finta di non conoscerlo come faranno in tanti. No, andrò da lui e gli chiederò spiegazioni del suo gesto, vorrei capire cosa cazzo gli è passato in mente. Posso? Rimane fermo il fatto che su Percorsi di Vino non verranno più recensiti i suoi vini. Le sue bottiglie che ho a casa, mi spiace, ma se capita me le bevo..

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