Taste Alto Piemonte 2018: i migliori vini degustati in questa seconda edizione

L'Alto Piemonte, incastonato tra le province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola, è culla di grandi vini derivanti da storiche denominazioni di origine: due DOCG (Gattinara e Ghemme) e otto DOC (Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste della Sesia, Fara, Lessona, Sizzano e Valli Ossolane). Questa terra, dove si coltiva il nebbiolo, uno dei grandi vitigni mondiali, ha caratteristiche uniche che derivano dalla combinazione di un microclima particolare, grazie al Monte Rosa che protegge il territorio dai venti freddi del Nord donando al tempo stesso frescura notturna durante le calde stagioni estive, e da una ricchezza dei suoli davvero unica grazie ad un patchwork geologico dove le morene, le sabbie e i porfidi dell'Alto Piemonte garantiscono terreno molto acidi e, di conseguenza, vini dalle strutture complesse e molto minerali.


Grazie al Consorzio di Tutela Nebbiolo Alto Piemonte, operante dal 1999 ed oggi presieduto da Lorella Zoppis, ho potuto partecipare con Stefania alla seconda edizione della manifestazione Taste Alto Piemonte, andata in scena dal 24 al 25 marzo al Castello di Novara, che ha accolto oltre 150 vini in degustazione presentati da 50 produttori vinicoli di tutte le denominazioni. 

Il wine tasting riservato ai giornalisti, dove ogni produttore poteva presentare un solo prodotto, prevedeva la valutazione di 50 vini del territorio a partire dal Colline Novaresi Bianco DOC fino ad arrivare al Gattinara DOCG. 

Di seguito riporto alcune note di degustazione, sia mie che di Stefania de Carlo, relative ai vini che ci hanno colpito di più:

Colline Novaresi Vespolina DOC 2017 - Platinetti Guido: da uno dei più bravi produttori di Ghemme, di cui scriverò in seguito qualcosa, nasce questa vespolina didatticamente ineccepibile per anima speziata e beva inarrestabile.

Colline Novaresi Nebbiolo DOC "Opera 32" 2015 - La Cappuccina: un vino delizioso, timido ma al tempo stesso intrigante, prodotto da questo Agriturismo di Cureggio che fa della qualità, anche gastronomica, il suo punto di forza. Passateli a trovare, la goduria varrà il viaggio intrapreso.

Colline Novaresi Nebbiolo DOC "Mötziflon" 2014 - Francesco Brigatti: da un altro grande artigiano vinicolo del territorio nasce questo nebbiolo tutto frutti e fiori rossi che fa della piacevolezza e della bevibilità il suo punto di forza. Chi l'ha detto che il 2014 è una cattiva annata?


Coste della Sesia Nebbiolo DOC "Castleng" 2015 - Cascina Preziosa: un piccolo grande nebbiolo che sembra composto di aria di primavera e luce estiva. Ad avercene di vini quotidiani così!

Valli Ossolane Nebbiolo Superiore DOC "Prünent" 2015 - Cantine Garrone: alzi la mano chi sa descrivermi dettagliatamente l'ubicazione delle Valli Ossolane. Nel frattempo, attendendo la risposta, vi dico che questo vino dal respiro balsamico e fruttato, dotato di grandissimo equilibrio e succosità, è una piccola chicca per intenditori.

Foto: Vinomadi
Fara DOC 2014 - Boniperti Gilberto: altra denominazione da scoprire e altro produttore da seguire attentamente visto che già lo scorso anno avevo gradito i suoi vini. Questo 2014 si caratterizza per dinamismo e intensità. Visto il prezzo è da comprare a casse!

Fara DOC 2013 - Francesca Castaldi: la Castaldi e suo figlio sono ormai un punto di riferimento per i vini di questo territorio e questo Fara DOC 2013 si conferma, grazie anche all'ottima annata, un vino di rara eleganza e profondità. Anche in questo caso, visto il prezzo, un grandissimo rapporto q/p!


Bramaterra DOC 2014 - Colombera & Garella: il territorio del Bramaterra è geologicamente variegato e questo vino è un condensato molto preciso della complessità di questo terroir che si esprime nel bicchiere con grande complessità. Questi ragazzi sono proprio bravi ma, ormai, non è più una novità.

Bramaterra DOC 2014 - Le Pianelle: perchè il Bramaterra, anche in annata non propriamente classica, può essere sinonimo di eleganza sapida e freschezza infinita.

Bramaterra DOC 2013 - Antoniotti Odilio e Mattia: vino delizioso che unisce densità e precisione senza andare incontro ad abbondanze o banali ridondanze. Ciò che mi ha lasciato stupefatto è la finezza nella persistenza finale quasi interminabile.

Bramaterra DOC 2013 - Roccia Rossa: il nome dell'azienda svela moltissimo sulla natura dei suolo dove sono piantate le vigne di nebbiolo, vespolina e croatina da cui proviene questo vino luminoso, puro e dal carattere minerale di raro spessore. Roccia rossa sciolta nel bicchiere. Appunto!


Lessona DOC 2014 - La Prevostura: vino di grande classe fatto di giuste proporzioni, struttura salda e tannini ben integrati. Ad oggi un vino estremamente didattico per iniziare a capire questo territorio.

Lessona DOC 2012 - Tenute Sella 1671: un vino nato per non stupire subito ma che si apre lentamente attraverso un meraviglioso ventaglio aromatico che richiama in maniera viscerale il territorio di provenienza di questo nebbiolo. Al sorso tanto dinamismo associato ad una solidità che non lascia indifferenti.

Lessona DOC 2012 - Massimo Clerico: la batteria dei Lessona DOC si impreziosisce con questo nebbiolo in purezza che affascina per un mix aromatico fatto di scorza di agrumi e sale che viene impreziosito al sorso da una trama tannica di assoluta eleganza che suscita una corroborante progressione gustativa.

Lessona DOC "Tanzo" 2011 - Pietro Cassina: il Lessona di Cassina non è più una scoperta ma ad oggi, anche come evoluzione, rappresenta a mio parere una delle migliori versioni degli ultimi dieci anni. Una vera perla!


Boca DOC 2014 "Il Rosso delle Donne" 2014 - Cantine del Castello Conti: come condensare in maniera magistrale l'irruenza di un territorio vulcanico all'interno di un vino concepito da mente femminile? Citofonare Castello Conti.

Boca DOC 2013 - Barbaglia: la gioventù e lo slancio del Boca si condensano all'interno di questo blend di nebbiolo e vespolina dalle grandissime potenzialità evolutive. Da comprare a casse e lasciare in cantina per almeno cinque anni. Silvia non sbaglia un colpo.

Boca DOC 2012 - Poderi Garona: la mia ignoranza, fino ad ora, mi ha tenuto lontano da questa cantina della quale fino a pochi giorni fa avevo poche notizie. Il loro Boca, austero e minerale fino al midollo, mi conferma che ho del terreno perduto da recuperare.


Boca DOC "Vigna Cristiana" 2011 - Podere ai Valloni: parte lento, schivo, poi cresce con rimandi aromatici di grande classe e raffinatezza che, causa l'annata calda, virano su una terziarizzazione leggermente anticipata la quale dona ancora più profondità a questo vino dalla chiusura cenobitica e modulare.

Ghemme DOCG 2013 "Santa Fé" - Ioppa: da un vecchio vigneto del 1969 piantato sulla parte alta della collina di Romagnano Sesia, nasce questo nebbiolo in purezza di profondità e tensione muscolare con tanta materia, tutta di colore rosso, da sviluppare nel tempo.


Ghemme DOCG  "Ai Livelli" 2013 - Tiziano Mazzoni: vino sfavillante e stratificato dove il palato merita il premio maggiore visto che riesce a coniugare ricchezza, territorialità ed equilibrio fino all'ultimo sorso.

Ghemme DOCG "Chioso dei Pomi" 2012 - Rovellotti: vino dai profumi ancora freschi, vivi, intensamente fruttati e dotati di leggiadra carica speziata: Bocca importante, rigorosa, dal tannino graffiante e dal finale ambizioso. 6 anni o 6 mesi? 

Ghemme DOCG 2012 - Torraccia del Piantavigna: rispetto al precedente è ancora più avvolgente, sinuoso, un Ghemme che dopo 6 anni regala ancora solidità, struttura e una bocca maschia e precisa al tempo stesso. Giovanissimo anche lui.

Ghemme DOCG 2011 - Ca' Nova: Giada Codecasa è una bravissima produttrice che anno dopo anno grazie alla sua bravura si sta facendo sempre più conoscere dal grande pubblico che non può essere insensibile a questo Ghemme penetrante che regala bagliori di nobiltà assoluta.

Ghemme DOCG 2009 - Mirù: vino dalla complessità  aromatica travolgente essendo dotato di qualsiasi descrittore che abbia una corrispondenza con frutta, fiori e spezie. Al sorso tanta giovinezza, struttura e concretezza. Un grande esempio di come un Ghemme può evolvere nel tempo.

Gattinara DOCG 2013 "San Francesco" - Antoniolo: rispetto al fratellone Osso San Grato", questo Cru è quello generalmente più pronto e questa versione, in annata decisamente interessante, conferma le qualità di questo Gattinara dal profilo caratteriale esemplare per fascino e finezza minerale. Si distingue al gusto per la netta sapidità che sfuma in una piacevole e lunga persistenza.



Gattinara DOCG 2013 "Vigna Molsino" - Nervi: da questo affascinante Cru del Gattianara nasce questo vino dai piedi antichi e dalla testa "moderna" grazie ad una beva più accattivante e "stilosa" rispetto ai suoi colleghi che spesso fanno dell'austerità la loro virtù principale.

Gattinara DOCG 2012 - Franchino Mauro: invitante al naso grazie ad uno spettro olfattivo che ricorda l'arancia amara, la violetta e le spezie rosse. Al gusto si ammira per gioventù, pienezza e per uno slancio sapido, nel finale, che invita continuamente alla beva.

Gattinara Riserva DOCG 2012 "Borgofranco" - Cantina del Signore: dedicato alla città di Gattinara, simbolo di libertà ed autonomia sin dal 1242 quando ricevette la qualifica di Borgo Franco dalla Repubblica Vercellese, questa Riserva si caratterizza per la fittezza dei profumi speziati e per una sostanza gustativa che rende la beva un piacere estremamente edonistico.

Gattinara Riserva DOCG 2011 "Galizja" - Il Chiosso: l'annata abbastanza calda rende questo vino ampio, poderoso e aitante ma, al tempo stesso, decisamente suadente ed equilibrato grazie ad una bocca invitante grazie a tannini setosi, sapidi, fitti che creano il preludio ad una chiusura minerale e ancora, nonostante il tempo passata, vibrante di frutta e fiori. Bellissima interpretazione di una annata non facile.
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